Restauro Zenith cal. 126.

Questa storia ha un inizio, anzi tre, e sarebbe giusto procedere con ordine. Tuttavia preferisco partire da metà, tornare un po' indietro e poi arrivare al lieto fine.

Siamo nel 2009; ricevo in regalo un orologio Zenith appartenuto allo zio Mario, e l'intento è proprio quello di farmi avere un ricordo di famiglia, con un bellissimo bigliettino. Un regalo tre volte gradito, primo perché mi permette di tenere tra le mani un oggetto appartenuto ad una persona che ho conosciuto poco ma di cui conservo un ricordo dolcissimo; secondo perché sono molto appassionato di orologi e chi condivide la mia malattia sa bene quanto possa far piacere ricevere un certo tipo di attenzioni; infine perché nel bigliettino c'era, disegnato a mano, un bell'ippopotamo. Chi mi conosce, conosce anche il mio amore per questi grossi e brontoloni quadrupedi.

Ma torniamo all'orologio. Per beau geste, chi me lo ha donato, si è anche preoccupato di affidarlo ad un artigiano per renderlo indossibabile e utilizzabile: la corona di carica, non marchiata, e il cinturino, purtroppo di dimensioni errate, sono nuovi.

Ho portato al polso qualche volta questo attempato oggetto che ha però fatto da subito i capricci, e a nulla sono valsi un paio di tentativi, effettuati al volo in una orologeria (non laboratorio) di mia conoscenza, di riportarlo a marciare. Niente da fare: il movimento si fermava e per di più scuoteva all'interno della cassa, segno che qualcosa non andava. Lì per lì ho rinunciato. Per quasi 4 anni.

Poi un giorno, ad inizio del 2013, l'ho tirato fuori dal cassetto e mi sono detto: deve funzionare. Perché è un dono, un ricordo a cui tengo e anche un bell'orologio. Magari non di particolare valore, ma deve funzionare. E tornare bello come un tempo.

Ecco come si presentava qualche mese fa. La cassa in ottone cromato era danneggiata e corrosa sia sulla carrure che sulle anse e sulla ghiera liscia, mentre il fondo a pressione, in acciaio inossidabile, era in ottime condizioni. Il quadrante, probabilmente originale e mai ristampato, portava segni pesanti di macchie di umidità e anche graffi abbastanza consistenti, in particolare tra le 3 e 4. Tuttavia gli indici stampati di minuti e secondi erano ancora ben visibili e gli indici applicati delle ore erano completi e discretamente conservati, così come le sfere di ore e minuti e dei piccoli secondi. Anche il vetro in plexi ha visto momenti migliori. Diciamo che in linea di massima le condizioni estetiche e il movimento fermo non lasciavano grandi speranze, ma nel complesso è un oggetto gradevole. Un solotempo oversize, meccanico a carica manuale, con la complicazione dei piccoli secondi ad ore 6. Non è il famoso "Stellina", contraddistinto appunto dalla stella d'oro sopra la scritta Zenith, ma probabilmente un modello più a buon mercato, come la cassa cromata suggerirebbe.



Ora, quando si tratta di riparare un orologio meccanico, per prima cosa è fondamentale identificarlo per capire che movimento monta e se sono ancora disponibili i ricambi. Il che non è facilissimo, perché non è che sulla cassa ci sia scritto il modello e l'anno. Per questo ho iniziato ad esaminarlo e fotografarlo per confrontarmi con le foto in rete, restringere il campo di ricerca e, soprattutto, fare il punto delle sue condizioni.

La sorpresa è arrivata quando ho aperto il fondello a pressione: vedendo il quadrante, chi avrebbe immaginato un movimento così pulito e in ordine? Si notano subito due cose che non vanno tanto bene: le viti allentate del ferma movimento e la vite del bariletto. Per il resto tutto sembra a suo posto, anche se di camminare per più di un minuto non ne vuol sapere. Bene. Ma di che movimento stiamo parlando?

Ho pubblicato questa foto nella sezione "Zenith" di WatchUSeek, il più autorevole forum americano di orologeria, chiedendo lumi sull'identificazione del movimento. Nonostante l'assenza di un numero identificativo, che in genere si trova stampigliato sotto il bilanciere, gli esperti del forum mi confermano in poche ore che si tratta di un comunissimo e ubiquo calibro Zenith 126 base, come ho potuto successivamente verificare sul sito del Dr. Ranftt, che da anni gestisce il più aggiornato e noto database di calibri meccanici. Ecco la scheda del 126 base.



Ed ecco qui il primo inizio. Dal numero di serie si può desumere che il movimento è stato realizzato nel 1952, oltre 60 anni fa. 18000 alternanze/ora, 46 ore di riserva di carica, un movimento semplice e robusto ma soprattutto un movimento di manifattura. Faccio un piccolo inciso, che è poi una delle motivazioni che mi ha spinto a procedere con il restauro. Zenith è una delle maison svizzere più antiche e, nonostante un'aura un po' severa e conservatrice, vanta primati invidiabili. Ne cito uno solo: ha fornito il movimento cronografico automatico ai primi (e più apprezzati) Rolex Daytona Cosmograph; in altre parole: uno dei cronografi automatici divenuti feticcio e simbolo di ricchezza ed arricchimento (al polso di tutti i calciatori) aveva un movimento di fornitura Zenith, perché Rolex non aveva sviluppato calibri con complicazioni cronografiche. Chiuso l'inciso. Per dire: anche il piccolo e semplice 126 merita di tornare a marciare.

Nel frattempo qualcosa di orologi l'ho imparata e sapevo già che se mi fossi rivolto ad un laboratorio autorizzato o in qualche orologeria, avrei speso un patrimonio, oppure mi avrebbero detto che non ne sarebbe valsa la pena.
Così ho cercato in rete qualche riparatore indipendente cui ho sottoposto il problema e richiesto preventivi per una revisione meccanica ed eventuali interventi estetici sulla cassa. Anche qui è tutta questione di fortuna prima e di esperienza dopo. Vediamo perché.

Qui veniamo al presente. Dopo numerose ricerche, trovo un "artigiano indipendente" in Emilia che offre di revisionare il movimento e vedere quello che si puòfare su cassa e quadrante per una cifra molto bassa: 20 euro, spedizioni e ricambi esclusi.

Ci accordiamo per un invio con raccomandata e dopo poco inzia ad intervenire smontando e pulendo il movimento. Durante la revisione, mi scrive per dirmi che la molla di carica è snervata e che, con un po' di fortuna, ha trovato in fornitura una molla originale Zenith ancora prezzata 50.000 lire che potrebbe comprare a 8 euro. Ovviamente dò l'ok, e la parte meccanica si conclude nel migliore dei modi: rimontaggio, messa a punto, osservazione. Riserva di carica di oltre 40 ore e buona precisione.

Passa quindi alla lucidatura della cassa, con risultati molto buoni che correggono le fioriture della cromatura , rendendo la carrure vissuta ma lucida.

Poi interviene, e qui forse avremmo dovuto chiarire meglio le cose, sul quadrante. Che era mal messo, ma che non sarebbe dovuto entrare nella lavatrice ad ultrasuoni, almeno secondo il parere di molti. Risultato: con le macchie e i graffi, è venuto via tutto o quasi: vernice, patina, indici stampati. Pulito, pure troppo. Quando ricevo le foto del dopo pulizia ci rimango male, ma arrabbiarsi non serve a nulla. Ormai il danno è fatto e forse non sarebbe stato possibile levare le macchie senza portare via il resto. Forse, chissà.


Fatto sta che ricevo indietro lo Zenith: dal punto di vista meccanico l'intervento è stato fatto a regola d'arte. Tiene bene il tempo e la carica. Ma l'aspetto estetico, insomma... è nudo!


Sì, il quadrante è troppo lucido.


Per il momento decido di intervenire dove e come posso: sostituire il cinturino, non bellissimo ma più che altro di misura 20mm con un'ansa da 18, quindi già sformato agli angoli, e il vetro plexi, troppo deformato. Per il vetro nuovo mi affido ad un orologiaio locale, in fondo è un lavoro di pochi mnuti. Monta un bel plexi bombato, ci sta una meraviglia.

Per il cinturino, i giri nei negozi del centro storico di Genova sono stati poco soddisfacenti: prezzi alti, poca scelta. Avevo un'idea precisa: un cinturino in pelle imbottita con impunture bianche. E allora si cerca in rete. Se ebay ne trovo uno proprio come lo volevo. Ed eccolo montato.


Ma non sono ancora in pace. Quel quadrante così liscio non va bene. Mi ero ripromesso di riportare lo Zenith dello zio Mario al suo splendore, e non voglio fermarmi. Cerco per settimane nel mercato dell'usato un quadrante di ricambio, possibilmente coevo e non ristampato, ma si trova poco  e quel poco è in condizioni pietose a cifre elevate. E nemmeno c'è la certezza della compatibilità dei piedini.

Si deve ristampare, non c'è scelta, anche se molti storcono il naso perché l'orologio perderebbe valore... Ma qui si tratta di riprsitinare il valore! Allora contatto i pochissimi artigiani che effettuano ristampe di quadranti vintage. Uno è a Milano e uno a Sarzana. Sono famosi tra collezionisti e restauratori per la qualità del loro lavoro. Ma i preventivi proposti sono abbastanza alti, nonostante si tratti di un quadrante comune e relativamente semplice.

Cerco ancora in rete e trovo su un forum vecchi messaggi di un orologiaio siciliano di Mazara del Vallo che, anno del Signore 2009, annunciava una convenzione con il forum per la ristampa a tampone a prezzi modici. Con non poche difficoltà, data la sua assenza dal forum, lo contatto esponendogli il lavoro da fare: per essere chiari, gli invio la foto di un quadrante da prendere come esempio. Mi espone il prezzo: è ragionevolissimo, smontaggio, rimontaggio e spedizione inclusi. Mezz'ora dopo sono all'ufficio postale con il mio pacchetto pronto. Era destino che questo orologio viaggiasse per tutt'Italia.

In tempi più brevi di quanto potessi immaginare, ricevo un'email con una foto del quadrante ristampato. Wow. Diamo tempo al pacchetto di attraversare tutto lo stivale e tornare a Torino, e finalmente, eccoci qui, a lavori terminati. La ristampa è gradevole, ha una gradevole opalescenza, tutti gli indici, di minuti e secondi, sono tornati al loro posto, così come la scritta Swiss made a ore 6. Si notano piccolissime sbavature sul 6 e sul 10, un giorno le farò pulire, forse.

Missione compiuta. Fotografare orologi è difficilissimo, quindi nei miei scatti non si può apprezzare completamene il lavoro svolto, ma è proprio gradevole. E' grande la soddisfazione di vedere questo Zenith tornato nelle condizioni che merita, e di averlo fatto passo passo, spendendo poco, imparando molto, il tutto senza affidarmi ad un centro assistenza ma cercando informazioni per tutta la rete, chiedendo pareri, scambiando opinioni. Questo è il mio omaggio a chi mi ha fatto un dono prezioso, e ad una persona che ho conosciuto poco ma che ricordo con un sorriso.









13 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti, quanta passione emerge.
(F.M.)

Romano ha detto...

Fantastica storia. Contento che ti ritrovi al polso un old-timer (ne ho uno anche io, automatico, fatto restaurare ed è bellissimo), vorrei chiederti un consiglio; dove posso spedire un Lucien Rochat automatico anni'50 e bloccato dalla salsedine?
Ho letto la storia del primo orologiaio e quello di Mazara, quale mi consigli?
Grazie.

Romano

Giuseppe ha detto...

Romano, di dove sei? Scrivimi una mail a mail@piersantelli.it, posso fornirti qualche indicazione. ciao

Michele Federici ha detto...

Volevo farti innanzitutto i complimenti per l'orologio. Veramente stupendo. La tua storia mi ha molto affascinato e visto che dovrei fare un lavoro simile su un orologio d'epoca vorrei chiederti se gentilmente potevi fornirmi i riferimenti dell'orologiaio Emiliano e di quello siciliano che ti ha ristampato la cassa. Se preferisci fornirmi queste info in privato invece di pubblicarle ti lascio anche il mio riferimento email: federici.michele@gmail.com. Grazie in anticipo. Saluti.

Gianvito Grisafi ha detto...

Ciao ho un zenith stellina ed una storia simile alla tua.
Mi daresti il contatto dell'artigiano di Mazzara, sono siciliano e cerco una ristampa del quadrante
gianvito.grisafi@live.it

tommaso ha detto...

fantastico sono andato subito a Mazzara col mio sporto ed ho conosciuto l'artista, ho detto solo lo voglio
uguale!!!! e poi su internet ho cercato un cinturino il più somigliante possibile, lo cercavo uguale ma dopo tre giorni mi sono arreso.

Complimenti per il lavoro è superbo e per me illuminante, buon gusto ed economia una ricetta sempre difficile.

tommmaso ardizzone

Anonimo ha detto...

Anche io avrei un oggetto (e una storia) molto simile alla sua. Ho provato a chiedere qui nella mia zona per la ristampa del quadrante, ma trovo prezzi molto alti e poche garanzie. Potrebbe cortesemente mandarmi il recapito del restauratore di Mazzara?
La ringrazio anticipatamente. La mia mail è: pieri.wiens@gmail.com

Anonimo ha detto...

Buongiorno, complimenti per la bellissima storia e la capacità e forza di volontà nel riuscire a portare a termine quello che voleva realizzare.
Anche io sono un appassionato di orologi e ho un bellissimo Zenith el primero del 1973.
Meccanicamente è perfetto ma vorrei sistemare il quadrante...
Se non le è di troppo disturbo potrebbe aiutarmi a contattare questo artigiano siciliano...
Le lascio il mio indirizzo e-mail
marcob1102@gmail.com
Grazie
Complimenti ancora
Marco

angelo ha detto...

Salve,
potrei avere l'indirizzo dell'0rologiaio di Mazara ?
Grazie

angelo ha detto...

Salve,
potrei avere l'indirizzo dell'0rologiaio di Mazara ?
Grazie

Anonimo ha detto...

Ne ho uno uguale il quadrante è invecchiato ma lo lascio così è la sua bellezza e mio nonno quando l'aveva montò un cinturino in corda che ho trovato uguale e rimesso.....per me così è fantastico

Anonimo ha detto...

Salve, potrebbe mandarmi gentilmente il numero telefonico del restauratore di Mazzara? Ho cercato su internet ma tutti i numeri che ho trovato Non sono attivi. Grazie saluti

Anonimo ha detto...

Scusi dimenticavo l e mail lionking1979@libero.it. Grazie ancora